La natura ibrida del mercato finanziario moderno

Il mercato finanziario può essere osservato da due prospettive: come locus naturalis, ovvero spazio d’azione delle imprese finanziarie, ha una vocazione chiaramente globale; ma come locus artificialis, ovvero mercato regolato giuridicamente, si presenta come un ibrido normativo: parzialmente globale, ma anche unionale (nel contesto dell’UE) e domestico, cioè nazionale.
L’interrogativo centrale riguarda il ruolo del diritto nella qualificazione dei contratti finanziari: ha ancora senso definire un contratto per il suo “tipo” o “nome” formale, oppure è più corretto ricostruirne la natura attraverso i flussi finanziari effettivamente programmati? In questo quadro, il diritto realmente applicato è quello domestico, soprattutto nella sua dimensione giurisprudenziale: sono i giudici nazionali a interpretare clausole generali e nozioni indeterminate del diritto civile, dando forma concreta alla disciplina dei contratti.
Tutto ciò mette in discussione l’efficacia dei tradizionali silos (finanziario, bancario, assicurativo) non solo in termini di soggetti o attività, ma anche nella regolamentazione contrattuale.
Questo è il quadro esposto dal Prof. Avv. Daniele Maffeis durante il convegno del 2 ottobre 2025 presso la Consob, e approfondito nel suo contributo ora pubblicato su Giustizia Civile:
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F.A.Q.
È lo spazio naturale in cui operano le imprese finanziarie, quindi globale per vocazione e logiche di funzionamento.
È il mercato regolato dal diritto, dove le norme giuridiche (nazionali, unionali, internazionali) intervengono per definire limiti, soggetti, obblighi e contratti.
Non il nome o la forma attribuita dalle parti, ma i flussi economici effettivi e l’interpretazione fornita dai giudici nazionali sulla base delle clausole generali del diritto civile.
Secondo il Prof. Maffeis, questo approccio è ormai superato: l’ibridazione normativa e operativa richiede un’analisi sostanziale e non solo formale.