da Studio Legale Maffeis
Nel mio intervento al Convegno di Milano Statale del 16 gennaio 2026 mi sono soffermato su un fenomeno frequente ma non sempre trattato in modo adeguato: la compresenza di finanziamento e investimento nelle operazioni e nei contratti del mercato finanziario. È un fenomeno variegato, che impone una domanda di metodo prima ancora che di soluzione.
Il punto di metodo: la regola nasce dal problema
Quando finanziamento e investimento convivono, il diritto non può limitarsi a “collocare” l’operazione dentro comparti normativi stagni. Al contrario, occorre partire dal problema concreto: è lì che si comprendono funzione, rischi, affidamenti e, di conseguenza, la disciplina applicabile.
Questa prospettiva diventa decisiva soprattutto quando la compresenza non riguarda due contratti distinti, ma clausole diverse all’interno dello stesso contratto. In questi casi, la disciplina può essere mutuata da comparti differenti della finanza a seconda della questione che si deve risolvere: non per astratto, ma per aderenza alla realtà dell’operazione.
“Comparti” e categorie: quando l’etichetta diventa un ostacolo
È significativo che venga percepito come un problema il fatto che, in finanza, esistano clausole e contratti “etichettati” per comparti da scelte normative. Se si assume quel perimetro come invalicabile, si rischia di forzare la realtà dentro una griglia che non sempre la rappresenta.
La compresenza, invece, costringe a interrogarsi su come le categorie dialoghino tra loro—e su come il diritto possa restare davvero “al servizio” dell’operazione, senza diventare una sovrastruttura.
Un caso da non trascurare: credito/prestito per consentire l’investimento
Un esempio concreto di operazione che combina finanziamento e investimento è quello previsto dall’Allegato 1, Sezione B, TUF: il servizio accessorio di concessione, da parte dell’intermediario, di crediti o prestiti agli investitori al fine di consentire loro di effettuare un investimento in strumenti finanziari, nell’operazione in cui interviene lo stesso intermediario.
È un caso istruttivo perché rende visibile, in modo immediato, la compresenza: il “finanziamento” non è un contorno, ma una componente che incide sul significato economico-giuridico dell’investimento, sui rischi e sugli obblighi di disciplina e condotta.
Conclusioni: oltre i comparti “stagni”
In un contesto in cui le operazioni sono sempre più ibride, ragionare per comparti impermeabili può diventare un limite. Il punto, allora, non è difendere categorie astratte, ma leggere correttamente la struttura dell’operazione: perché è lì che si decide quale disciplina risponde davvero al problema.
Fonti
TUF – Allegato I, Sezione B (Servizi accessori), in particolare la concessione di crediti o prestiti agli investitori per consentire l’operazione in strumenti finanziari.
Testo redatto a partire da un contenuto originale del Prof. Avv. Daniele Maffeis; supporto redazionale e ottimizzazione testuale con strumenti di AI sotto supervisione umana.
da Studio Legale Maffeis
Inquadramento e obiettivo del contributo
Nel contributo “Contratti del mercato finanziario”, il Prof. Avv. Daniele Maffeis propone una lettura organica dei contratti finanziari come area in cui il diritto civile incontra la struttura e le regole dei mercati. L’analisi valorizza le coordinate che presidiano l’affidamento e l’integrità del sistema, nella consapevolezza che la finanza – per la sua natura e per i suoi effetti – richiede categorie giuridiche capaci di confrontarsi con strumenti, prassi e metriche operative.
Trasparenza sostanziale e alea misurabile
Il testo richiama l’importanza di una trasparenza sostanziale, non ridotta a mero adempimento formale: una trasparenza che sia effettivamente idonea a incidere sulla qualità della decisione d’investimento, rendendo intellegibile l’alea misurabile del rapporto e favorendo scelte realmente consapevoli. In questa prospettiva, l’informazione non è “aggiunta” al contratto dall’esterno, ma diventa una componente essenziale per comprendere la logica dell’operazione e i suoi possibili esiti.
Metriche, scenari e razionalità della scelta
Assumono rilievo anche le grandezze e i metodi che descrivono la posizione economica del contratto – come mark to market / mark to model e gli scenari probabilistici – intesi quali strumenti che, se correttamente impiegati, contribuiscono a rendere leggibile il profilo di rischio e a sostenere la razionalità della scelta. Ne derivano ricadute dirette sui temi della responsabilità, della tutela dell’investitore e delle aree di possibile contenzioso, sempre nel quadro di un’analisi che mantiene il baricentro sulla tenuta sistematica delle categorie civilistiche applicate alla finanza.
Temi in evidenza
- Diritto civile della finanza e centralità dell’affidamento nei rapporti di mercato.
- Integrità dei mercati e funzione delle regole a tutela della fiducia.
- Trasparenza dell’alea misurabile come presupposto della scelta consapevole.
- Metriche e scenari (mark to market/mark to model; scenari probabilistici) come elementi operativi che incidono sulla comprensione del rischio.
Riferimento bibliografico
Daniele Maffeis, Contratti del mercato finanziario, in I Tematici, X-2025 – Singoli Contratti, dir. G. D’Amico.
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Disclosure AI (AI Act): testo redatto con supporto di AI generativa e sottoposto a revisione editoriale.